SGUARDI METROPOLITANI

Il sonno del mattino mi abbrutisce, rimodella le mie espressioni e i miei occhi per lasciarmi una faccia da rodimento di culo (in fondo per metà vera e per metà apparente) che per un paio di ore non riesco a togliermi di dosso. In questi casi sono poche le situazioni che riescono a strapparmi un sorriso, facendo diventare la mia faccia da cazzo, seppur per pochi attimi, il viso di qualcuno in pace con il mondo.  Alcune di queste è quando incontro un cane o un bimbo. Perché tra tanta gente, ammucchiata in metro, sono quelli che ti fissano incuriositi e non giudicanti. Incuriositi soprattutto dalle smorfie che io nascondo agli occhi del padrone o della mamma di turno.
I cani in genere mi fanno morire, starei ore a fissarli nel loro non fare niente, perché sembra invece  che hanno sempre qualcosa da fare, si guardano intorno come se ci fosse qualcosa che attiri continuamente la loro attenzione.
Avete mai provato a fissare un cane? Continue reading

LA PIOGGIA PUÒ PIANGERE?

Tutto è nato a un paio di chilometri da qui. La corsa inizia nonostante non l’avessero chiesta. Atto egoista alcuni la chiamano. In principio bassa, la velocità non si fa attendere, aumentando progressivamente. Due gocce corrono parallele, si guardano con occhi di sfida, una abbassa la testa per andare in picchiata e più velocemente dell’altra, ma ecco che la rivale lungo la sua corsa sposa un’altra goccia e diventano un tutt’uno più grande e più forte di prima.

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IL SOFFIONE

Era una quindicenne il giorno in cui trovò un enorme soffione lungo una rete che delimitava un parco. La grandezza smisurata del fiore le fece pensare che le sarebbe servito per un desiderio altrettanto grande. Era consapevole che la vita, seppur in ogni età presenti ostacoli ed esami, non sarebbe …

CONTA ER CORE

A volte la mattina esco di casa e vorrei mettermi un
cappuccio sulla testa, due occhiali enormi e non parlare con nessuno. Mentre
altre volte cammino spavaldo e con la mano della mia immaginazione dico
“scansate” a persone e strutture mentali, fischietto per strada cercando la chiacchierata con sconosciuti.

KIRSTIE

Seduta accanto a me, sui sedili del treno, c’è una giovane ragazza. Il suo viso è nascosto dietro i capelli e le sue mani sono coperte per metà dalle maniche della maglia. Tira fuori dalla borsa un blocchetto di piccoli fogli di carta e una matita a punta fina. Davanti a noi, sono seduti un ragazzo e una ragazza fissati su lati opposti, le facce sembrano imbronciate o forse sono solo seriose. Non so nemmeno se si conoscono, ma l’impressione è quella di due che non hanno né voglia di parlare né di incrociare sguardi.
La giovane al mio fianco comincia il tratteggio Continue reading

THE BLACK BOOK

Erano 4 giorni e 3 notti che lo vedevano seduto sulla stessa panchina al parco, ma già dalla prima notte la gente si avvicinava dietro di lui per farsi i selfie. Più che culi di gallina o segni di vittorie per battaglie mai fatte, la posizione era dell’indice accanto alla …