SGUARDI METROPOLITANI

Il sonno del mattino mi abbrutisce, rimodella le mie espressioni e i miei occhi per lasciarmi una faccia da rodimento di culo (in fondo per metà vera e per metà apparente) che per un paio di ore non riesco a togliermi di dosso. In questi casi sono poche le situazioni che riescono a strapparmi un sorriso, facendo diventare la mia faccia da cazzo, seppur per pochi attimi, il viso di qualcuno in pace con il mondo.  Alcune di queste è quando incontro un cane o un bimbo. Perché tra tanta gente, ammucchiata in metro, sono quelli che ti fissano incuriositi e non giudicanti. Incuriositi soprattutto dalle smorfie che io nascondo agli occhi del padrone o della mamma di turno.
I cani in genere mi fanno morire, starei ore a fissarli nel loro non fare niente, perché sembra invece  che hanno sempre qualcosa da fare, si guardano intorno come se ci fosse qualcosa che attiri continuamente la loro attenzione.
Avete mai provato a fissare un cane? Continue reading

IL TATUATO

Lui è un ragazzone alto, muscoloso, la maglietta attillata rende giustizia alle ore passate in palestra, così come ai suoi tatuaggi che hanno una superficie ampia dove giacere. Linee di inchiostro che girano in lungo e in largo intorno al bicipite, per poi scendere verso il braccio, parallele a dei tubi sottopelle che in realtà sono vene, anche loro testimoni di bilancieri e pesi vari tirati su con estrema forza. E ancora, visi e scritte varie su collo e petto.

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LE CIAVATTE

Le guardavo le pantofole completamente ricoperte da una folta pelliccia violacea, estremamente kitsch, “gagliarde” penso,  perché sono dell’idea che ognuno di noi a casa propria  può fare e soprattutto vestirsi come pare e piace. … a casa propria però…non in metropolitana…