LA TETTA

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Ogni mattina, nell’ultimo tratto di strada, prima di arrivare in ufficio, passo davanti l’entrata di una scuola elementare. Il parcheggio antistante, lungo non più 50mt, è del tipo selvaggio, macchine abbandonate quotidianamente in seconda e tripla fila, mamme assonnate e bimbi urlanti e “correnti”.

Stamattina però la situazione è completamente diversa, “solo” un paio di macchine in seconda fila, il resto tutte parcheggiate correttamente. Nessuna mamma o bimbo  fuori la scuola.

Costeggio l’entrata camminando sul marciapiede, passo davanti ad una macchina parcheggiata con il muso verso di me. C’è una donna dentro sui 40. I nostri sguardi si incrociano, poi lei abbassa il suo, lentamente come per fare il gesto con cura, tira su la sua maglia infilandoci la mano, dopodiché tira fuori una enorme minna bianca.

C’ho un attimo di smarrimento, l’effetto sorpresa mi catapulta,  per un attimo, nella scena di un film porno. Ma a dispetto di  ogni trama hot che si rispetti,  invece di proseguire mettendosi anche un dito in bocca, la donna fa un salto dalla parte opposta della vita, in quella bella. Alza dalle sue ginocchia una creatura di pochi mesi e delicatamente se la attacca al seno.

E allora mi sento sporco per aver pensato ad un porno… quando invece quello che sta facendo è la cosa più bella che ci sia in natura, concessa esclusivamente alle donne: essere l’unica fonte di  nutrimento per una nuova vita.

Così, con tutta la spontaneità che le 8.30 mi permettono, sorrido (raro vista l’ora) e faccio un cenno del capo per dimostrarle che condivido il gesto. Lei ora guarda teneramente il suo cucciolo  mentre  ciuccia avidamente quell’enorme tetta , lui lascia parlare quella parte più vera ed ancestrale di ognuno di noi che con l’eta si tende a seppellire da macerie di “non si può”, “non si deve”, “nascondi chi sei”: l’istinto.

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