LA RICETTA DEI PISELLI

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Il mio vicino sul treno, un signore anziano di ben oltre 70 anni, si tiene occupato con un’app con cui, mi sembra di capire, cerca nelle vicinanze ragazze iscritte alla stessa community.

Sembra preferire giovani orientali. Lo vedo copiare e incollare frasi in cino-giapponese nei messaggi che invia. Uno, però, è in italiano “Che belle gambe che hai”, riferendosi alla foto del profilo.

Torna ai risultati della ricerca, cambia ragazza, copia e mentre il dito premuto sul vetro aspetta l’incolla, squilla il telefono…

«Eh, sì, faccio il sugo…no, no, pasta corta che lunga…ma ce l’abbiamo la cipolla?… no, niente piselli..no, no. Ok, ciao a dopo».

Attacca, incolla e prosegue con la ricerca accurata di un’altra giovane asiatica. Guarda il profilo di una moretta, pure bruttarella diciamocelo, ma mentre sta per aprire la scheda profilo,  il telefono squilla di nuovo.

«CHE VUOI ADESSO?!»… «No… t’ho detto de no, i piselli non me vanno e manco li so fa’, lasciame dormi’ per piacere, che me sto a riposa’».

Le risposte dal sol levante tardano ad arrivare, anzi in realtà non arrivano proprio. Lui rimane fermo nei messaggi in arrivo, poi annoiato, guarda fuori dal finestrino, fa uno schiocco con la lingua e borbotta il nome della stazione da dove siamo appena ripartiti.

Ancora lo sguardo fisso ai messaggi, dove, l’unica cosa che cambia, è il minuto e la percentuale di carica della batteria, poi sconsolato esce ed apre Explorer.

Alla fine, devo dire che me fa pure tenerezza quando lo vedo sbuffare ancora e digitare: «R-i-c-e-t-t-a P-i-s-e-l-l-i».

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