L’APP

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Sul 766, una signora shazamma le voci dei pendolari sull’autobus, il logo dell’App gira mentre cerca di capire le parole e la musica, ci mette un po’, poi si ferma e risponde che non trova nessuna corrispondenza.

La signora ci riprova, preme di nuovo il tasto di avvio e muove il cellulare intorno a sé aiutando (secondo lei) il povero Shazam… ma niente. Ora, non so cosa si aspetti la signora (forse manco avrà capito a cosa serve), ma mi ha fatto immaginare un’App che sappia riconoscere gli stati d’animo o le conversazioni della gente, con risultati tipo:

– Francesca F. Cuore infranto, sta discutendo su whatsapp con il suo ex. Probabilità di tornare insieme < 5%;

– Federico, laureato, da qualche anno passa le mattine a fare cerchi con la penna su Porta Portese e a prendere i mezzi pubblici per dargli un senso;

– Jeff, Jim e Janis (tanto ormai il trend dei nuovi nomi è questo) sono terrorizzati per il compito in classe di latino che dovranno fare in mattinata. Hanno i fogliettini nelle maniche, nel vano batteria del cellulare e hanno gli avambracci scritti con le traduzioni. Jim è innamorato di Janis, ma sa che lei lo è di Jeff. Nessuno dei due sa però che Jeff invece è gay e da qualche settimana sta seriamente pensando di dichiararsi a Jim. Non lo fa solo perché sa che Jim desidera Janis e che lei è innamorata di lui… forse dovrebbe dirlo a Janis più che a Jim, in modo da spezzare sta spirale. Vabbè, me fermo sennò me impiccio;

– Mario e Luigi (non Bros), sono due ragazzi neri vestiti come dei rapper, a dispetto del colore della pelle parlano in romanesco peggio di Mattioli e Sordi;

– Giovanna, mamma di un bimbo, impiegata, è preoccupata. Sta andando a fare una visita, tra mezz’ora qualcuno che gli ricorda il suo vecchio professore di filosofia deciderà se la sua vita cambierà drasticamente o meno e lei non potrà fargli cambiare idea. L’unica cosa che potrà modificare sarà, eventualmente, il modo di affrontare la novità.

– Ester I., giovane 25 enne, con le cuffiette sta ascoltando, a tutto volume, su un vecchio Walkman a cassette, “Strada Facendo”. Sorridente e sempre piena di speranze guarda fuori il finestrino. Sta andando ad un colloquio di lavoro, ancora non sa quale sarà la sua di strada, ma sa che l’affronterà sempre con il sorriso;

– Attilio, 60 anni, sposato da 40 con l’ansia.. e, si sa, quando uno se sposa, sposa tutta la parentela;

– Rosa sta chattando su whatsapp con il gruppo degli ex compagni di scuola facendo gli auguri di buon compleanno al neo 40enne del giorno;

– Eleonora sta rispondendo a Rosa, inconsapevole di trovarsi nello stesso autobus;

– Stefano, sta cioccando in maniera fissa la signorina davanti a lui;

– Roberto, sta tentando di abbordare la signorina davanti a lui;

– Marco G., invece, si sta strusciando alla signorina davanti a lui;

– Hi Hen Hu… Lì, 57 anni, da 10 in Italia e 47 in Korea o Cina o Giappone o Cambogia o Vietnam (anche Shazam ha difficoltà nel riconoscere il paese di origine). Sta parlando a raffica al telefono senza prendere mai respiro, con una persona che a sua volta starà in un altro autobus, parlando a raffica anche lei, senza perdere tempo a respirare. Gli unici che le ascoltano sono i malcapitati che stanno loro vicino.

– Malwina Cristoresku, 50 enne della Bielorussia, sta leggendo un piccolo libricino malconcio, scritto in cirillico, di evidente contenuto religioso;

– Irene, giovane punk, vuole fare la trasgressiva, tiene le cuffie e contro ogni previsione sta ascoltando ad occhi chiusi “Anna e Marco” di Lucio Dalla;

– Hamed Farouk Hamal Hahha (poi ditemi come l’avete letto!) e sua moglie, stanno cercando di tenere fermi i loro 4 bambini, evitando di bestemmiare in punjabi. Lo facessero pure , tanto non li capirebbe nessuno;

– Andrei Peibaroski, anche questa mattina ha fatto colazione con aglio e birra, sbuffando per il traffico, ci rende tutti felicemente partecipi dello stato in decomposizione del suo fegato. Bisserà con la birra una volta sceso dall’autobus.

– “Giramondo”, noto personaggio frequentatore dei mezzi pubblici, di solito del Cotral, chiamato così da chi lo conosce per la sua frequente e prolungata presenza negli autobus senza una reale destinazione da raggiungere, sta in piedi accanto all’autista con il navigatore acceso per tenere monitorata la situazione del traffico in tempo reale e suggerisce continuamente al povero guidatore «Gira gira, frena frena, eccolo, mo lo piji, lo piji lo piji»;

– Fabiana, 30 anni, autista dell’Atac da qualche anno, si sta divertendo a frenare e a partire all’improvviso e a fare le curve omaggiando “Automan”. Questo solo per farci dispetto, perché in realtà ci odia tutti;

– Luisa, cuffiette nelle orecchie e libro in mano.

Le prime le fanno muovere la testa a suon di musica, il secondo la bocca a suon di sorrisi.

A differenza mia lei riesce a coniugare musica  e lettura, senza perdere la concentrazione in entrambe le attività. In realtà lei lo fa per dare una  colonna sonora alla storia che sta leggendo, facendo così ballare Darcy ed Elizabeth con la musica di Nicolò Fabi.

– Diego B., 40 anni, apparentemente equilibrato, in realtà sta bestemmiando in tutte le lingue del mondo perché rischia di fare di nuovo tardi a lavoro. È indeciso se fare un urlo liberatorio o prendere il posto dell’autista e speronare tutte le macchine che rallentano la corsa.

Chi sa come guida spera nell’urlo.

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